{"id":69,"date":"2013-02-09T11:28:43","date_gmt":"2013-02-09T10:28:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cubpavia.com\/?page_id=69"},"modified":"2013-03-09T07:19:22","modified_gmt":"2013-03-09T06:19:22","slug":"diritto-di-sciopero","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cubpavia.com\/cub1\/wordpress\/diritto-di-sciopero\/","title":{"rendered":"Diritto di Sciopero"},"content":{"rendered":"<div>\n<h3>ROMA: CNEL \u201cConferenza delle parti sociali sullo stato di attuazione della L.146\/90 sul diritto di sciopero e successive modificazioni\u201d Cisl, Uil e soprattutto la Cgil vogliono il monopolio del diritto di sciopero. L&#8217;intervento della CUB.<\/h3>\n<h3><strong>\u201cConferenza delle parti sociali sullo stato di attuazione della L.146\/90 e successive modificazioni\u201d, convocata dalla Commissione di Garanzia i<\/strong><strong>l 27.03.2012 a Roma presso la sede del CNEL.<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div>\n<p>Moltissimi i rappresentanti istituzionali, datoriali e sindacali (ARAN, FEDERUTILITY, FEDERAMBIENTE, ASSTEL, RAI, TELECOM, Organismo Unitario Avvocati, Unione Camere Penali, CNA, FERROVIE DELLO STATO, TRENITALIA, NTV, ASSAEREO, ASSAEROPORTI, ASSOHANDLERS, ALITALIA, ENAV, ENAC, IBAR, ASSTRA, ATAC, ASSORIMORCHIATORI, FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, UGL, USB, ATM PP, IPA, UNIONE PILOTI, FP CGIL, FIADEL, SLC CGIL, SLP CISL, FISTEL CISL, FEGICA CISL, UGL (igiene ambientale), ADOC, ADICONSUM, LEGA CONSUMATORI).<\/p>\n<p><strong>Era presente anche la Cub.<\/strong><\/p>\n<p>La Conferenza \u00e8 stata salutata dal Presidente del Cnel (A. Marzano) che, nel lodare l\u2019intervento della Commissione di Garanzia quale organismo di controllo sull\u2019applicazione della normativa esistente\u00a0 in materia di esercizio del diritto di sciopero, ha comunque subito chiarito l\u2019interesse del Governo e degli altri \u201cattori\u201d istituzionali su quanto sarebbe emerso dal dibattito.<br \/>\n<strong>Anche il Presidente della Commissione di Garanzia, Alesse,<\/strong>\u00a0\u00e8 intervenuto leggendo una relazione in cui, tra l\u2019altro, si sottolineavano gli interventi effettuati per \u201csventare\u201d l\u2019effettuazione di scioperi indetti in violazione della vigente normativa.<br \/>\nGli interventi datoriali\/istituzionali che si sono succeduti hanno tutti sollecitato, nei fatti, un inasprimento della regolamentazione del diritto di sciopero, pur sottolineando il \u201c corretto funzionamento\u201d della L.146\/90 e della L.83\/00 nella sua funzione di \u201cregolatrice\u201d dell\u2019esercizio del diritto di sciopero (ndr: funzione antisciopero) e pur plaudendo all\u2019intervento del legislatore che \u201cdal 1990 ha dotato il sistema produttivo del nostro paese di strumenti che non esistono in altri paesi europei\u201d.<\/p>\n<p>In particolare si sono alternate richieste di allungamento delle procedure di raffreddamento e dei tempi di rarefazione oggettiva e soggettiva (periodo di tempo tra l\u2019indizione e l\u2019effettuazione tra uno sciopero e l\u2019altro), di ampliamento dei contingenti minimi, di accorciamento dei tempi per l\u2019individuazione delle liste dei contingenti minimi, di divieto della seconda indizione sulla medesima vertenza se nella prima indizione non si \u00e8 raggiunto un limite fissato e consistente di adesioni, ecc.Nell\u2019intervento\u00a0<strong>l\u2019ex-Presidente della Commissione di Garanzia ha invitato il legislatore ad intervenire con urgenza sulle regole della rappresentanza<\/strong>, al fine di conculcare il diritto di sciopero a chiunque non sia in possesso di un adeguata rappresentativit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ha invocato l\u2019istituzione del referendum preventivo<\/strong>, quale unico strumento capace di regolare il diritto di sciopero e di evitare che \u201csia utilizzato per esercitare una dannosa concorrenza fra sigle sindacali\u201d. (Sic!)<br \/>\nDa evidenziare che i rappresentanti confederali di\u00a0<strong>Cgil, Cisl e Uil\u00a0<\/strong>intervenuti prima delle aziende, in un modo o nell\u2019altro,\u00a0<strong>hanno sollecitato<\/strong>\u00a0l\u2019intervento del legislatore e della Commissione di Garanzia al fine\u00a0<strong>di coniugare il diritto di sciopero con il diritto di rappresentanza.<\/strong><br \/>\n<strong>La Cgil,<\/strong>\u00a0in particolare, nel richiedere che le modifiche alla normativa sul diritto di sciopero non debbano permettere alla Commissione di Garanzia di intervenire nella vertenza quale arbitro tra le parti ma solo quale soggetto regolatore del conflitto, ha esplicitamente richiesto sia una legge sulla rappresentanza in conformit\u00e0 a quanto previsto dall\u2019accordo del 28.6.2011, sia una modifica al diritto di sciopero\u00a0<strong>affinch\u00e9 sia riservato alle organizzazioni aderenti alle \u201cgrandi confederazioni\u201d,<\/strong>\u00a0effettivamente rappresentative e in possesso dei requisiti sulla rappresentanza che la norma stabilir\u00e0.<br \/>\nAnaloghe richieste sono arrivate anche dai rappresentanti confederali di Cisl e Uil, i quali hanno pure richiesto che il legislatore preveda l\u2019indizione di un referendum preventivo all\u2019indizione di uno sciopero. Gli stessi hanno anche articolato brevi ragionamenti sullo sciopero virtuale.<br \/>\nIn particolare i rappresentanti confederali di Cisl e Uil hanno sollecitato un intervento di \u201csfrondamento\u201d, per consentire alle grandi confederazioni in possesso dei requisiti previsti dalle norme sulla rappresentanza, l\u2019indizione di scioperi senza l\u2019intralcio generato dalla miriade di \u201csciopericchi\u201d indetti da sigle prive di radicamento tra i lavoratori.<br \/>\nL\u2019Ugl \u00e8 stata pi\u00f9 sfumata su tali questioni anche se le ha riprese e rilanciate integralmente.<br \/>\nAnche i segretari di categoria di Filt, Fit, Uil trasporti hanno auspicato il varo di una legge sulla rappresentanza nonch\u00e9 di una normativa sul diritto di sciopero in modo che ognuna \u201crifletta gli assunti dell\u2019altra\u201d. Tali segretari negli interventi non si sono sbilanciati, cos\u00ec come hanno fatto i loro colleghi confederali, nel sollecitare una normativa oltremodo restrittiva che \u201crischierebbe di paralizzare l\u2019esercizio dello sciopero stesso\u201din ambiti lavorativi che risentono pesantemente degli effetti della crisi in atto.<br \/>\nA differenza dei rappresentanti confederali, i rappresentanti delle categorie sono stati, per\u00f2, sprezzanti e offensivi nei confronti di sigle che, senza mai nominarle, \u201cmillantano una rappresentativit\u00e0 che non possiedono\u201d e che solo nell\u2019indizione di sciopero promuovono una concorrenza \u201csleale e pericolosa\u201d con i sindacati \u201cconfederali tradizionali\u201d.<br \/>\nComunque, tutte le rappresentanze istituzionali e datoriali hanno fatto proprie e rilanciato l\u2019invito formulato da Cgil, Cisl e Uil, nelle diverse articolazioni presenti, a \u201cconiugare\u201d la legge sulla rappresentanza con quella sul diritto di sciopero.<br \/>\nLa Cub nell\u2019intervento \u00e8 uscita dal coro.<br \/>\n<strong>La Cub, nel ricordare che il diritto di sciopero \u00e8 il diritto dei diritti, essenziale per la difesa e la conquista di altri diritti sociali e del lavoro, si \u00e8 dichiarata contraria ad un inasprimento della normativa sul diritto di sciopero.<\/strong><br \/>\nNello stigmatizzare il comportamento della Commissione di Garanzia, proteso a lasciar mano libera alle controparti datoriali e ad imbrigliare le mobilitazioni dei lavoratori, spesso addirittura vietandole e comunque depotenziandone gli effetti, la Cub ha sottolineato la propria contrariet\u00e0 all\u2019intero impianto della L.146\/90 e succ. mod.<br \/>\nLa Cub ha fatto notare che il Paese \u00e8 asfissiato dai licenziamenti, dal precariato, dalla disoccupazione, dalla discriminazione di genere sul lavoro, dalla mancanza di investimenti, dalla recessione e che la pretesa di continuare ad esercitare un controllo politico ossessivo sullo sciopero evidenzia sinistri progetti del governo e delle istituzioni: l\u2019obiettivo non \u00e8 certo il rilancio dell\u2019economia di cui tutti parlano a sproposito.<\/p>\n<p><strong>La Cub ha definito paradossale la richiesta dei sindacati che hanno rivendicato, violando la costituzione e a danno dei lavoratori, il monopolio del diritto di sciopero dopo aver fruito da anni del monopolio della rappresentanza.<\/strong><br \/>\nLa Cub ha denunciato come sia divenuto evidente che anche Cgil, Cisl e Uil non siano interessate a difendere l\u2019interesse dei lavoratori se, come hanno fatto, si sono affannate ad invocare un ulteriore giro di vite sul diritto di sciopero.<br \/>\nLa Cub ha lanciato un appello affinch\u00e9 si consenta ai cittadini, in nome della democrazia, di intervenire direttamente nella vita politica e sociale del nostro paese, lasciando a disposizione gli strumenti, come appunto il diritto di sciopero.<\/p>\n<p><strong>La Cub, comunque, stigmattizzando il tenore del dibattito tenutosi fino ad allora e sollecitando una riforma della normativa tesa a svincolare il diritto di sciopero dalle limitazioni esistenti, ha indicato alcuni interventi da subito necessari:<\/strong><\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 \u00a0rendere pi\u00f9 brevi le procedure di raffreddamento, prevedendo sanzioni severe nei confronti delle societ\u00e0\/rappresentanze datoriali che non convocano i sindacati proclamanti e che non ottemperano agli obblighi previsti dalla L. 146\/90 e succ. mod., evitando addirittura sia di presentarsi\u00a0 alle convocazioni della Prefettura e\/o del Ministero del Lavoro, sia di entrare nel merito della vertenza quando, chi proclama l\u2019agitazione non \u00e8 un sindacato concertativo;<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 \u00a0obbligo per le aziende di diminuire drasticamente i contingenti di personale da comandare per l\u2019effettuazione dei servizi minimi nonch\u00e9 di convocare le OO.SS. proclamanti per la discussione sulle comandate stesse. A tale proposito si \u00e8 richiesto che la normativa sgomberi il campo sugli obblighi dei lavoratori comandati in servizio, restringendoli all\u2019espletamento dei soli servizi minimi da garantire;<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 \u00a0rivisitazione della normativa considerando che \u00e8 stata concepita per garantire la continuit\u00e0, in caso di sciopero, di servizi gestiti in assoluto monopolio ma che ormai sono stati liberalizzati, determinando una differenziazione di offerta che ha senso continuare ad assicurare solo per le agitazioni che insistono sulla totalit\u00e0 degli operatori esistenti (esempio nel Trasporto Aereo: non serve continuare a garantire un volo per gli USA in caso di sciopero in un singolo vettore, visto che il cittadino pu\u00f2 recarsi a destinazione fruendo del servizio di altri operatori aeronautici);<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 \u00a0definizione stringente dei settori operativi e non-operativi nell\u2019ambito di un determinato servizio. Le aziende chiudono per mesi in occasione di periodi di solidariet\u00e0, smaltimento ferie, cassa integrazione, ecc., intere unit\u00e0 operative su cui, per\u00f2, in caso di sciopero pretendono si applichino limiti di durata, preavvisi e quant\u2019altro contenuto nella L.146\/90;<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 \u00a0definizione degli ambiti e dei limiti dell\u2019intervento di divieto di sciopero ai sensi dell\u2019art.8 da parte del Presidente del Consiglio e\/o di un Ministro da lui delegato.<br \/>\nLa Cub ha terminato l\u2019intervento invitando la Commissione di Garanzia, le rappresentanze istituzionali, i sindacati ad alzare lo sguardo sul Paese reale e a rinunciare a comprimere il diritto di sciopero per imporre scelte che i lavoratori ed i cittadini subiscono e non condividono e che, comunque, presto o tardi troveranno il modo di respingere.<br \/>\nHa rotto il coro, anche l\u2019intervento dell\u2019USB che si \u00e8 dichiarato contro la decisione di coniugare il diritto di sciopero con il diritto di rappresentanza anche se, al contempo, si \u00e8 pronunciato positivamente sul varo di una legge sulla rappresentanza.<\/p>\n<p>Al termine dei lavori, il Presidente della Commissione di Garanzia, rivolgendosi ai superstiti rimasti in sala, ha tenuto a sottolineare che la Conferenza era stata indetta non per raccogliere suggerimenti sulle modifiche alla L.146\/90 n\u00e9 per carpire i punti di caduta delle OO.SS. su eventuali norme il cui varo spetterebbe comunque al legislatore.<br \/>\nTale \u201cgiustificazione\u201d, peraltro non richiesta da nessuno, \u00e8 risultata in aperta contraddizione con quanto dichiarato in apertura di giornata dal Presidente del CNEL.<br \/>\n<strong>Per CUB: Antonio Amoroso<\/strong><br \/>\nP.S. Sar\u00e0 un caso ma il 21 marzo la Commissione Europea ha varato un testo, basato sul documento richiesto nel 2010 da Barroso a Monti, sulla regolamentazione del diritto di sciopero al fine di rendere compatibili le proteste dei lavoratori con le regole del mercato unico!<\/p>\n<p><em>(Leggete un articolo interessante pubblicato oggi a pag 2 del Manifesto che, purtroppo, per\u00f2 nell\u2019incensare la Cgil e Cofferati dimentica il ruolo svolto da quella organizzazione e dal suddetto segretario nel 2000, in occasione del varo della L. 83\/2000 con cui si \u00e8 stabilito un ulteriore giro di vite al diritto di sciopero, peraltro gi\u00e0 pesantemente limitato dal 1990 con la L. 146, concertata sempre con la stessa Cgil e con l\u2019allora segretario Trentin).<\/em><\/p>\n<p>Fonte cub.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Roma 27 3 2012<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA: CNEL \u201cConferenza delle parti sociali sullo stato di attuazione della L.146\/90 sul diritto di sciopero e successive modificazioni\u201d Cisl, Uil e soprattutto la Cgil vogliono il monopolio del diritto di sciopero. 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